14 giugno 2014: “30 anni dalla creazione dell'indianino”. La parola ad Hector.

Quest'anno ricorre il trentesimo anniversario della creazione del suo mitico indianino. Com'è nata l'idea?

HECTOR: L'idea nasce dalla mia passione per i cavalli e l'avventura: calzai per la prima volta negli anni '80 gli stivali dei "nativi d'America" cavalcando a pelo durante un viaggio in Québec, dove ho convissuto con una tribù di indiani. Al mio ritorno il desiderio di condividere questa esperienza fu così grande che li ho ricreati, grazie alle mie conoscenze sulla lavorazione della pelle, personalizzandoli e adattandoli alla nostra cultura. Ad esempio aggiungendo la zeppa interna che dona femminilità e comodità.

Quali sono i modelli più amati?

HECTOR: I classici e intramontabili modelli "Traforato" e "Lacci" sono da sempre amatissimi ma spopolano anche gli ultimissimi arrivati "Microborchie" e i preziosi indianini con perle e cristalli originali. Invece il modello che fu più in voga negli anni '80 è fuori produzione e stiamo pensando di riprodurlo. 

L'indianino è il suo prodotto di punta anche negli altri paesi?

HECTOR: Si, anche negli altri paesi quello che va per la maggiore è l'indianino. Però in Spagna va moltissimo il "coordinato" ovvero abbinare il proprio modello preferito con borsa e cintura coordinate e i modelli più acquistati sono quelli colorati, soprattutto ad Ibiza. 

Esistono edizioni speciali?

HECTOR: Si esiste una Limited Edition del modello in pitone e del nuovissimo indianino con pietre e cristalli. Abbiamo in serbo delle altre novità che presto troverete nei nostri punti vendita diretti.

Spesso si vedono sia sulle riviste Italiane che su quelle Spagnole le foto di Vip con indosso i suoi stivali. Avete dei testimonial?

HECTOR: Da sempre i nostri negozi sono meta di personaggi famosi, la lista è davvero lunga ma nessuno di loro è mai stato un nostro testimonial, sono tutti degli affezionatissimi clienti.

Qual è il look consigliato da indossare con l'indianino?

HECTOR: Per quanto riguarda il look da indossare con i nostri stivali penso che non ci siano regole perché non è un articolo impegnativo da vestire e soprattutto lascia al cliente la più totale libertà di esprimersi nella varietà dei modelli e dei colori.

Quali sono le origini del marchio? E le chiavi del suo successo?

HECTOR: Siamo nati nel 1976 lavorando il cuoio ma siamo stati anche i primi in assoluto a lanciare la moda del jeans Levi's usato che è poi stata sdoganata negli ultimi anni. La nostra origine è l'artigianato: abbiamo iniziato con la creazione di borse, sandali, zoccoli e soprattutto stivali. Dapprima producendo texani, camperos e motociclista fino all'arrivo dell'indianino che negli ultimi 10 anni ha spopolato partendo dall'Italia fino al resto del mondo. Inoltre senza dubbio prima degli anni '80 la nostra potenza di cinture non passava inosservata, abbiamo vestito due generazioni, e ancora oggi i ragazzi di quel tempo tornano con qualche anno in più, ma con il ricordo sempre molto fresco della qualità e l'originalità dei nostri prodotti. Queste due caratteristiche e l'esportazione del nostro prodotto nel mondo sono le principali chiavi del successo.

Quanto è stato importante il marketing nella raggiunta di questo grande successo?

HECTOR: Ieri più di oggi perché in quegli anni eravamo all'avanguardia anche in quello: negli anni '80 l'idea dell'etichetta di riconoscibilità posta sul tallone fu geniale perché oltre al logo contiene tutt'oggi il numero di telefono del nostro primo punto vendita e il suo indirizzo. La prima e storica etichetta non riportava ancora il prefisso telefonico perché appunto risale agli anni '80 e quella attuale è stata cambiata 18 anni fa. A riguardo è sempre attiva una simpatica promozione: presentando in uno dei nostri negozi uno stivale che riporta il vecchio numero di telefono senza prefisso "43071" si ha lo sconto del 50% sull'acquisto di uno nuovo. Sulla pagina iniziale del nostro sito appare anche l'immagine dell'etichetta in questione. Anche oggi diamo una grandissima importanza ai mezzi di comunicazione in particolar modo ai social network: siamo attentissimi alle richieste dei nostri fans e li premiamo spesso con contest e promozioni speciali pensate appositamente per loro. Ci piace sentirci vicini ai nostri clienti.

I suoi stivali sono molto imitati, come affronta il problema della contraffazione?

HECTOR: Sono abituato a guardare l'aspetto positivo in ogni cosa: mi ritengo fortunato e onorato del fatto che secondo i dati della Camera di Commercio della Regione italiana delle Marche, l'indianino sia lo stivale più prodotto del dopoguerra. E poi mi fa piacere pensare che l'indianino abbia dato lavoro a moltissima gente, perché le fabbriche che ci imitano sono localizzate in tutto il mondo. L'unica cosa che mi dispiace molto è che alcune di queste aziende usando come slogan frasi del tipo "Noi siamo gli originali" ingannano il consumatore.

Come mai accanto al nome originario del marchio Hector negli anni è stato affiancato quella della città italiana di Riccione?

HECTOR: Perché l'azienda è nata a Riccione, in Emilia Romagna, tuttora l'intera produzione avviene in Italia, e anche perché ho sempre dato particolare attenzione alla promozione turistica: grazie al mio marchio il nome della città di Riccione viaggia in tutto il mondo e da tutto il mondo la gente si sposta per venire ad acquistare i nostri prodotti negli storici negozi di Riccione.

C'è qualcosa che rimpiange in questi 30 e onorati lunghi anni di carriera riguardo alla creazione dell'indianino?

HECTOR: Si solo una! Non aver brevettato la particolarissima cucitura con le borchie al posto di quella inizialmente fatta a mano col filo.


(di VALENTINA SORRENTI)